VINCITORI 2026

VINCITORI 2026

EDIZIONE 2026

PREMIO MIGLIOR PROGETTO INDIVENIRE

MARIA INDESIDERATA
COMPAGNIA GRAVINA / MARTORANA

Cosa diventiamo quando ci sentiamo vivi solo attraverso lo sguardo degli altri? Maria indesiderata non offre risposte, si pone come uno specchio implacabile in cui riconoscere questa nostra fragilità.

È uno studio che ha il merito di trasfigurare un episodio di cronaca in una riflessione universale: la solitudine di una donna che, percepita ormai come “posta indesiderata”, cerca nel riflesso digitale una conferma alla propria esistenza.

L’opera si distingue per un guizzo scenico di rara lucidità, che solleva il racconto dalla particolarità del fatto accaduto per restituire allo spettatore un teatro solido, vibrante e di alto profilo.

Attraverso le mirabili interpretazioni di Alessandro Burzotta e Marcello Gravina – legati da un’intesa attoriale impeccabile – questo studio scava nel silenzio di una generazione invisibile, regalandoci un clima sospeso e magnetico.

Un premio a una storia toccante ed esilarante che sa farsi prisma della nostra epoca, rivelandosi insieme delicata e spietata.

PREMIO GRADIMENTO DEL PUBBLICO

A STASERA SONO FUORI SYNC
COMPAGNIA MARRELLA / MARCUCCI / MANNOCCI

PREMIO MIGLIOR PROGETTO UNDER 30 – EX AEQUO

GODLIKE
COMPAGNIA ADDARI / D’ANTONIO

Ci sono messinscene che innescano un corto circuito emotivo che non risparmia nessuno, e il lavoro di questa giovane compagnia ne è una prova lucida e spericolata al tempo stesso.

Godlike ha saputo raccontare la solitudine delle nostre case, spesso luoghi dove l’isolamento digitale si trasforma in una nuova, pericolosa forma di fede.

Attraverso tre storie incrociate, si racconta come l’algoritmo sia diventato il nuovo altare di una religione laica e feroce, che può tragicamente trasformare giovani vite in soldati di un esercito invisibile.

È il grido di allarme di una generazione che, nel disperato bisogno di identità e visibilità, rischia di smarrirsi tra guru, complotti e derive radicali, arrivando a un epilogo drammatico che ci interroga tutti.

Il teatro under 30 è vivo, è arrabbiato e sa leggere il presente con coraggio e propensione poetica e politica.

PREMIO MIGLIOR PROGETTO UNDER 30 – EX AEQUO

NON VOLEVAMO ESSERE STRAORDINARI
COMPAGNIA INTIMA TEMPORALIA

In questo studio emergono il bisogno atavico di appartenenza e l’idea dell’amore come scelta assoluta, esistendo oltre il sangue, oltre le definizioni e oltre le convenzioni con cui il mondo tenta di ordinare i sentimenti umani.

La drammaturgia si distingue per equilibrio e sensibilità, costruendo il racconto attraverso dettagli minimi, esitazioni, gesti quotidiani e tensioni sottili che permettono ai personaggi di rivelarsi progressivamente nella loro complessità emotiva.

A rendere il lavoro particolarmente significativo è la coerenza tra scrittura e costruzione scenica: la fisicità degli interpreti, la composizione dei quadri, il dialogo tra corpi, la luce e lo spazio, contribuiscono a creare una dimensione intima e sospesa, sempre misurata, in grado di accompagnare un testo intrigante e sognato.

MENZIONI SPECIALI

COME ESSERE UNA PERSONA MIGLIORE
COMPAGNIA PERILLO / SCARCELLA

Per l’audacia di una scrittura scenica che sa restituire l’anatomia delle nostre nevrosi, orchestrando un congegno teatrale eccellente.

Michele Scarcella e Maria Vittoria Perillo danno vita a un’opera dal ritmo serrato, che scardina la quarta parete per interrogare direttamente lo spettatore sulla deriva di una società schiava dell’agonismo.

La drammaturgia si distingue per un’ironia tagliente che trasfigura l’angoscia della competizione in una partitura grottesca e trascinante.

Uno studio che brilla per l’efficacia nel restituire, con una coralità fisica e sonora, il paradosso di un’esistenza ridotta a brand, dove il desiderio di affermazione si scontra fatalmente con l’insensatezza della corsa.

 

MENZIONI SPECIALI

U.B.U. – ULTIME BELLICOSE UNIONI
COMPAGNIA GIULIA TRIPPETTA

Ci sono messinscene che hanno il merito di portarci in quella zona d’ombra dove le parole finiscono e iniziano le macerie di un rapporto.

La giuria ha scelto di premiare questo lavoro per la straordinaria densità della prova attoriale.

Giulia Trippetta e Rosario Giglio hanno dato vita a un duello scenico di rara precisione, lavorando sulle sfumature, sui nervi scoperti, su quella tensione sotterranea che precede ogni rottura.

Abbiamo goduto di una maestria interpretativa abile nel trasformare un dissidio privato in un’esperienza che tocca le corde di chiunque abbia mai dovuto scegliere tra se stesso e l’altro.

Un esercizio di equilibrio, tra crudeltà e tenerezza, condotto con una coscienza dei mezzi espressivi che ha lasciato il segno.

PREMIO MIGLIOR TESTO

A LUCA LO DESTRO E GIULIA GUASTELLA PER “A COSA STAI PENSANDO?”
COMPAGNIA TEATRO DEL LIBERO SCAMBIO

Per l’intuizione ingegnosa nell’attraversare una delle inquietudini più profonde del presente senza cedere al moralismo o alla semplificazione.

Il testo indaga il rapporto tra solitudine, desiderio di ascolto e intelligenza artificiale con lucida tensione emotiva, trasformando la tragedia di Adam Raine nel paradigma di una fragilità collettiva.

L’opera esplora il momento in cui il bisogno umano di riconoscimento incontra l’algoritmo, ponendo una domanda radicalmente politica ed esistenziale:

è ancora possibile dare e ricevere ascolto in un mondo dove le relazioni si trasformano in interfacce?

Preziosa è la riflessione sul rischio di un legame privo di conflitto, in cui il digitale sostituisce il confronto umano: senza la resistenza, che solo un vero interlocutore può opporre, il conforto artificiale finisce per generare uno smarrimento ancora più pauroso.

Una scrittura che apre interrogativi urgenti sulla responsabilità delle nuove tecnologie e sul futuro dei legami.

PREMIO MIGLIOR REGIA

A FABIO DI GESTO PER LE FIGLIE DI BERNARDA ALBA
COMPAGNIA RI.TE.NA TEATRO

Per una ricerca estetica che trasforma lo spazio scenico in un altare profano.

Attraverso l’uso sapiente di ritmi e geometrie, Fabio Di Gesto guida le interpreti in partiture fisiche essenziali, dove il dialogo risiede nelle pieghe di una gestualità che scava nella memoria collettiva.

Il suo lavoro fa convergere la voce e il movimento nel battito cardiaco delle attrici, restituendo il ritratto di una femminilità sospesa in un’iconografia senza tempo, tra sacralità e costrizione.

Uno studio che non si limita a rappresentare un testo, ma lo stratifica in più piani drammaturgici che si comprimono nel silenzio, offrendo allo spettatore immagini di rara forza evocativa; una verità umana che continua a scuoterci anche dopo gli applausi.

PREMIO MIGLIOR ATTORE

A MARCELLO GRAVINA IN ‘’MARIA INDESIDERATA’’
COMPAGNIA GRAVINA / MARTORANA

Marcello Gravina è Maria Indesiderata. Ci stupisce scendendo dalla platea come una qualsiasi spettatrice, mentre assistiamo al dramma della Fedra interpretato da un giovane attore su un palco che è spazio vero e spazio della finzione.

Rompe non solo la quarta parete ma fa breccia nei nostri cuori, mostrandoci, con una recitazione soave e minuziosa, Maria:

una donna di mezza età, personaggio che a tratti ci ricorda quell’universo femminile descritto dalla letteratura napoletana.

Ma Gravina va più a fondo, scegliendo un dialetto del nord, mai esagerato o imitato, e ci racconta qualcosa di più doloroso e oscuro. S

i muove tra la scena e la platea con leggerezza e disinvoltura. E allo stesso tempo con visceralità.

Tra balli e pantomime, ha saputo raccontarci l’orrore di una solitudine figlia dell’abbandono.

PREMIO MIGLIOR ATTRICE

A LUISA CASASANTA IN “PELLE’’
COMPAGNIA SANTE DI LANA

Per l’intensità e la lucidità nel portare in scena un corpo vibrante, coraggioso e senza rete. Per la generosità di un’interpretazione fremente, dotata di concretezza e intelligenza emotiva. Per aver fatto del proprio corpo e della propria voce una poderosa e dolente cassa di risonanza umana dell’eredità di roghi e quote rosa.

Per la maestria nel disegnare le funamboliche complessità del mondo femminile, esplorandone le molteplici sfaccettature, e per l’abilità di farsi carne, nervi e pelle di un grido sofferto che ancora non si cheta.

PREMIO MIGLIOR ATTRICE EMERGENTE EX-AEQUO

MARIA VITTORIA PERILLO IN “COME ESSERE UNA PERSONA MIGLIORE”
COMPAGNIA PERILLO / SCARCELLA

Per il talento nello stare in scena con un’incisività che lascia il segno, trasformando lo sforzo fisico in un racconto spietato dell’ossessione di dover eccellere a ogni costo.

Maria Vittoria Perillo incarna con rigore la tensione di chi vuole essere “la migliore”, dando sostanza a desideri assurdi e feroci.

Con il suo controllo dei nervi e dei gesti sa passare dal ritmo frenetico della gara a momenti di nuda fragilità.

Un talento vivido che carica l’azione di una forza magnetica, restituendo tutta la fatica e il ridicolo della corsa verso un podio immaginario.

PREMIO MIGLIOR ATTRICE EMERGENTE EX-AEQUO

GIULIA GUASTELLA IN “A COSA STAI PENSANDO?’’
COMPAGNIA TEATRO DEL LIBERO SCAMBIO

Non è facile riuscire a raccontare lo strazio per la perdita di un figlio. Nonostante ciò, Giulia Guastella, grazie anche a un testo solido che la accompagna, con sensibilità e delicatezza ci trascina in modo struggente in quel dolore ancestrale.

Viaggiando tra presente e passato, Giulia non perde mai il focus principale della storia, interpretando il ruolo di una donna più adulta rispetto alla sua età in maniera sempre credibile, potente e, soprattutto, emozionante.

PREMIO MIGLIOR ATTORE EMERGENTE

MICHELE SCARCELLA IN “COME ESSERE UNA PERSONA MIGLIORE”
COMPAGNIA PERILLO / SCARCELLA

Per la sua delicata e ironica interpretazione nella messinscena “Come essere una persona migliore”.

Con la sua presenza, sorprendentemente matura e consapevole, Michele Scarcella è riuscito a dar corpo e voce alle fragilità, alle paure e alla malinconia di un’intera generazione, restituendole al pubblico con autenticità ed esuberanza.

La sua interpretazione si distingue per la capacità di muoversi con equilibrio tra sarcasmo e vulnerabilità, trovando con una sottile leggerezza il modo più efficace per raccontare inquietudini profonde e universali.

PREMIO MIGLIORE PROMOZIONE SOCIAL

COMPAGNIA STESSO QUADRANTE
ANCHE QUANDO POI

Per aver trasformato la comunicazione digitale in una naturale estensione emozionale dello studio. Attraverso un linguaggio intimo e visionario, fatto di silenzi, sguardi e dettagli preziosi, la promozione di “Anche quando poi” riesce a restituire la fragilità dei legami e la complessità dell’amore.

Questi loro contenuti social smettono di essere una semplice vetrina per diventare uno spazio drammaturgico parallelo, che ci coinvolge in un racconto autentico e sensoriale.

Un esempio di come la cura estetica e la coerenza narrativa possano amplificare la ricerca teatrale, creando un’attesa di pura suggestione.

PREMIO MIGLIOR VIDEO/REEL

SANTE DI LANA
PELLE

Per aver saputo trasformare il linguaggio social in una possente estensione della ricerca artistica. Attraverso un immaginario visivo, carnale e disturbante, il reel traduce l’universo simbolico dello studio in un’esperienza sensoriale pura, dove il corpo femminile si fa luogo politico e terreno di resistenza.

Senza mai sacrificare la complessità poetica alla rapidità del web, il collettivo Sante di Lana fonde estetica cinematografica e densità tematica, elevando la comunicazione digitale a vera e propria opera autonoma. Un’integrazione perfetta tra visione teatrale e contemporaneità.

PREMIO MIGLIOR VISUAL

MARGOT THEATRE COMPANY
BROTHERS

La locandina di Brothers cattura l’anima del progetto con un’immagine che sa dare corpo all’invisibile. Attraverso un bianco e nero magnetico e un gioco di sovrapposizioni, riesce a narrare il legame intrinseco della fratellanza e la frammentazione dell’identità.
In quel contrasto tra luci e ombre, la figura centrale si moltiplica e svanisce, diventando sintesi perfetta del peso della memoria e della ricerca di sé. Una tensione emotiva che avvince ancora prima che si alzi il sipario.